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La favola di Y

La favola di Y

La favola di Y Yuri Guccione

Pioggia, pioggia ovunque su corso Buonos Aires. Piove sull’asfalto già nero e lucido. Le luci delle vetrine e dei lampioni si riflettono sulle pozzanghere già stracolme d’acqua. Esco dalla macchina. Una volta tanto non ho dimenticato l’ombrello. Flauto a tracolla e nella mano destra un piccolo ombrello blu. Chiudo con eccessiva forza la portiera della macchina, una 500 azzurra, una di quelle nuove, ma già con un’anima vissuta. Riparandomi dalla pioggia sotto un balcone  aspetto Luca per andare assieme allo studio di registrazione.

Penso all’inizio di questa storia: una mattina a casa mia, ormai quasi tre anni fa. Per me era l’anno della maturità e del diploma di flauto. Le giornate passavano frenetiche tra studio e lezioni. Momento della mia vita in cui ogni minuto era vissuto e sentito come un’ora. La mia amica Angela mi aveva chiamato dicendomi che aveva passato il mio numero di telefono a un certo Luca Prandi, un signore a me sconosciuto, che stava cercando un flautista per registrare un cd. Non avevo fatto in tempo a pensare che di registrare un cd non avevo proprio il tempo, che il telefono iniziò a suonare, era Luca. Mi spiegò che abitava vicino a me e che per la registrazione ci voleva pochissimo tempo. Le parole che volevo sentire, accettai.

Il citofono suonò e dal vialetto di casa mia apparse Luca. Dopo una veloce presentazione mi illustrò il progetto: piccoli interventi in una sua composizione. Due giri veloci di pianoforte, qualche annotazione e mezzora dopo eravamo già davanti all’agenda per fissare il giorno della registrazione.

Il fonico Roberto mi mette subito a mio agio. Montato il flauto entro nel gabbiotto per la registrazione. Facciamo un soundcheck e siamo pronti. La base registrata inizia imperterrita dopo il countdown di Roberto: 3, 2, 1. Proprio allora mi accorgo che le cuffie sulla testa mi stanno davvero larghe, per non farle cadere cerco di rimanere il più fermo possibile.Come in due mondi separati il mio suono arrivava amplificato nella sala di registrazione e ritornava nelle mie cuffie larghe fino alle mie orecchie, come se il suono reale non filtrato dal microfono fosse un ricordo distante e lontano. Ripeto il tutto più volte, in questi casi è meglio abbondare. Ascoltiamo, riascoltiamo, panino, birra e letto.

Il telefono squilla brevemente, è un messaggio. E’ Luca, annuncia che il cd è pronto.

Inserisco il cd nel lettore impostando un volume importante. A pancia all’aria sul divano con gli occhi chiusi ascolto. Ascolto senza sapere niente; orecchie accese e basta!

Se questo cd fosse una favola per bambini il pianoforte sarebbe il protagonista assoluto. Un pianoforte giramondo, un pianoforte che ha incontrato persone, visto città e ascoltato a sua volte leggende e favole. In uno di questo viaggi il pianoforte incontra dei nuovi amici, dei “colleghi” come la chitarra, il flauto, il violino ecc. Anche loro stanno viaggiando, ma hanno tutti percorsi diversi, chi ha iniziato da poco il proprio cammino, chi invece predilige terre più calde e accoglienti e infine chi nonostante ha già percorso molta strada è pronto a rimettersi in gioco. Il pianoforte a ognuno di essi racconta una storia. Sono storie particolari, storie malinconiche, storie fantastiche. Gli strumenti sono talmente affascinati da queste favole che uno a uno magicamente per pochi secondi si trasformano in carne e ossa nei personaggi descritti. Persone magari non importanti, un poco pazze, ma che sono in grado di scaturire volontariamente o involontariamente emozioni e sentimenti veri come l’amore, la fratellanza, la stravaganza e il coraggio.

Ed è proprio questo che mi è successo suonando con Luca. In una favola, dove le parole sono note musicali, sono riuscito con il mio flauto a delineare una persona, una vita, una storia e descriverne precisamente i sentimenti in relazione al protagonista pianoforte. Sembra un discorso di difficile realizzazione, ma in realtà è avvenuto tutto spontaneamente, come se la musica stesse solo aspettando un secondo interprete.

In rari casi mi è successo di addentrarmi così in profondità in una musica dove i legami sono forti e saldi, dove le emozioni escono fuori in modo intimo e riservato. Una musica che fa viaggiare la mente e lo spirito, alla scoperta della bellezza del mondo e dei loro abitanti.

 

© Yuri Guccione 2019. All rights reserved.